Ultima modifica: 25 luglio 2018

Una classe numerosa del 1936

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Appunti di vita dal registro di una maestra all’inizio dell’anno scolastico 1936-1937

3 ottobre 1936, XIV anno dell’Era Fascista. Primo incontro coi miei 58 scolari. Il numero rilevante dei medesimi, le mamme che li accompagnavano e che tutto volevano vedere e sapere, e, sopra a tutto, l’irrequietezza di certi elementi che da anni scaldano inutilmente i banchi della prima classe, hanno fatto sì di stordirmi assai. Sarò capace di sopportare per tutto l’anno scolastico il peso di una classe sì numerosa? Che il Signore mi aiuti!

31 ottobre 1936. XV anno dell’Era Fascista. Semplice, ma commovente, l’annuale cerimonia della benedizione dell’anno scolastico. Che festa per i miei piccini il camminare inquadrati per le vie, come tanti soldatini! Il numero dei miei scolari è aumentato, è salito a 61, nonostante ciò non provo più lo sgomento dei primi giorni: son riuscita, grazie a Dio, a conquistare i loro piccoli cuori e tutti si lasciano ormai guidare abbastanza docilmente, da non destare più in me alcuna preoccupazione. Vi sono bambini che già da quattro anni ripetono la prima classe: piccoli disgraziati che nulla finora hanno concluso e forse nulla concluderanno, per deficienza propria e dell’ambiente in cui vivono. Di questi temevo soprattutto! Gli alunni ripetenti sono ben 22 e una simile zavorra non può certo fare a mero di far sentire il suo peso gravoso, ma pazienza!
Ho commemorato la festa del risparmio parlando alle mamme più abbienti della Mutualità Scolastica ma per ora nessuna ne vuol sapere. Dicono che troppe spese hanno incontrate, e tuttora incontrano, in questo primo tempo di scuola (giacché difficilmente è uno solo il figlio che studia) perciò tornerò a parlarne in tempi migliori.

Dal registro della maestra Emilia Cherubini, classe prima mista delle scuole elementari Fabio Filzi anno scolastico 1936-1937

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